SLAVES NO MORE MAI PIÙ SCHIAVE
PROGETTO REINSERIMENTI SOCIO-LAVORATIVI
PER DONNE IMMIGRATE VITTIME DI TRATTA
REPORT DI META' PROGETTO
2013-2014
INTRODUZIONE
L’associazione Slaves no More onlus ha avviato nel giugno 2013 un Progetto-pilota di rimpatri assistiti con reinserimento socio-lavorativo per donne nigeriane vittime di tratta. Il Progetto viene implementato in collaborazione con Caritas Italiana e finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) con i sussidi dell’8X1000. Responsabile del progetto è suor Monica Chikwe, delle Suore ospedaliere della misericordia, membro dell’associazione Slaves no More onlus.
I primi rimpatri assistiti e finanziati sono stati realizzati il primo di settembre 2013.
Il Ritorno volontario assistito socio-lavorativo (conosciuto anche con l’acronimo RVASL) consiste nel fornire la possibilità di ritorno in patria a donne migranti, e in particolare - nel nostro caso - a nigeriane vittime di tratta, che desiderano, in modo volontario e spontaneo, ritornare nel proprio Paese d’origine. Il progetto - che include il viaggio, un aiuto formativo, logistico e finanziario per l’avvio di un’attività lavorativa - assicura che il percorso di ritorno sia realizzato nel rispetto della dignità della persona e della sicurezza del migrante.
Il progetto tiene in considerazioni anche casi di donne vittime di tratta rimpatriate in modo coatto dai Centri di identificazione ed espulsione (Cie), che abbiano fatto richiesta di aiuto precedentemente al rimpatrio.
Il programma prevede:
Ø La segnalazione fatta da una Casa di accoglienza, un Ente o un’associazione, che sottopone la richiesta per la valutazione del caso.
Ø L’accompagnamento della persona ancora in Italia in vista del rimpatrio.
Ø L’elaborazione di un progetto individuale di reinserimento socio-lavorativo in Nigeria, sulla base delle capacità e delle aspettative della donna.
Ø Il sostegno alla realizzazione di questo progetto e una sistemazione abitativa.
Ø La ripresa di contatti con la famiglia e la ricostruzione dei legami familiari
I programmi di ritorno volontario assistito sono realizzati su base individuale e sono sempre in risposta a una richiesta volontaria del migrante.
PREMESSA
In vista dell’implementazione del Progetto, dal22 al 29 marzo 2013, Anna Pozzi, segretaria generale di Slaves no More onlus ha effettuato un viaggio preliminare in Nigeria - e precisamente a Lagos, Benin City e Abuja - con i seguenti obiettivi:
Ø verifica delle condizioni logistiche locali per far partire il progetto;
Ø ripresa dei contatti e della collaborazione con i partner locali, in particolare con le religiose del Committee for the Support of Dignity of Women (Cosudow), espressione della Conferenza nazionale delle religiose nigeriane;
Ø verifica del funzionamento delle case di accoglienza di Benin City e di Lagos;
Ø confronto diretto con le responsabili circa la collaborazione relativa al Progetto e le prospettive future;
Ø verifica della possibilità di attivare nuovi partner e collaborazioni;
Ø conoscenza di altre realtà potenzialmente interessate a occuparsi del fenomeno della tratta;
Ø attivazione di una collaborazione con il consolato di Lagos;
Ø attivazione di un possibile ulteriore coinvolgimento della Caritas locale e interessamento della Conferenza dei Vescovi della Nigeria.
BENIN CITY
A Benin City, è stato organizzato un incontro con le suore della congregazione locale Daughters of Mary Mother of Mercy, con rappresentanti della Conferenza delle religiose nigeriane (Ncwr), del Committee for the Support of Dignity of Women (Cosudow) e con la responsabile di un centro di formazione professionale.
La congregazione delle Daughters of Mary Mother of Mercy gestisce dal 2009 lo shelter di Benin City, costruito con i fondi della Cei su richiesta dell’ufficio tratta donne e minori dell’USMI e inaugurato nel luglio 2007.
Lo shelter può ospitare sino a 16 donne. Negli ultimi quattro anni, ha accolto donne e ragazze trafficate e rimpatriate, la gran parte inviate dall’Organizzazione internazionale migranti (Oim) o dalla National Agency for the Prohibition of Trafficking in Persons (l’Agenzia nigeriana contro il traffico di esseri umani, Naptip).
Lo shelter si occupa anche di attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole, nelle parrocchie e con gruppi di donne e giovani.
Ø A Benin City è stato visitato anche un centro per il supporto psicologico di giovani uomini e donne (non necessariamente vittime di tratta) della diocesi di Benin City, gestito dalla stessa congregazione di suore.
Ø Sono state inoltre incontrate alcune famiglie di donne ospiti presso una casa di accoglienza di Pavia. Incontri importanti per verificare le storie che le ragazze raccontano, ma anche per capire i contatti che mantengono con la famiglia di origine.
Ø Visita a un villaggio (Evbuobanosa), dove le suore collaborano a un progetto di sensibilizzazione e prevenzione della tratta, promosso dall’Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) e realizzato attraverso un Comitato di vigilantes (circa 25) che segnalano presunti casi di reclutamento.
Ø Visita alla comunità di suor Blandina (Mmm) e al centro di formazione professionale, in particolare al corso di computer, che potrebbe essere frequentato utilmente anche dalle ragazze rimpatriate.
LAGOS
ALagos, è stata organizzata la visita dello shelter gestito da suor Patricia Ebegbulem, SSL, responsabile di E-Cosudow (extended Cosudow) Lagos. È stato visitato anche lo shelter del Naptip, dove vengono accolte vittime, particolarmente minori, di tratta per sfruttamento lavorativo (soprattutto domestico) e sessuale a livello interno, regionale o internazionale.
E-Cosudow Lagos - che coinvolge anche un gruppo di donne, membri dell’Organizzazione delle donne cattoliche (Ocw) dell’arcidiocesi di Lagos - gestisce la casa di accoglienza e realizza attività di sensibilizzazione specialmente nelle scuole e nelle parrocchie sul fenomeno della tratta.
Lo shelter ha ospitato dal 2009 a oggi una trentina di ragazze. È strategico per l’accoglienza delle donne che arrivano all’aeroporto di Lagos.
Presso lo shelter di Lagos era già presente una giovane, deportata da Ponte Galeria e segnalata da suor Eugenia Bonetti a suor Patricia che ha potuto intercettarla in aeroporto e offrirle ospitalità.
Questa giovane è stata la prima beneficiaria del progetto di reinserimento socio- lavorativo.
Durante la permanenza in Nigeria, Anna Pozzi e suor Patricia Egbegbulem hanno incontrato l’arcivescovo di Jos, mons. Ignatius Kaigama, presidente della Conferenza episcopale. Gli è stato chiesto di sottoporre alla Conferenza dei vescovi la proposta di indire una domenica in cui in tutte le chiese della Nigeria viene letto un appello/preghiera per sensibilizzare i fedeli contro il traffico di esseri umani. La Conferenza episcopale ha approvato l’iniziativa che si realizzerà per la prima volta domenica 9 febbraio 2014, in concomitanza con la festa di Santa Bakhita.
Infine, è stato incontrato il console Stefano Di Leo, che si è detto disponibile a sostenere il progetto, creando soprattutto contatti con una rete di imprenditori e aziende italiane o nigeriane che potrebbero essere un utile punto di riferimento per l’inserimento lavorativo delle donne rimpatriate.
SITUAZIONE ATTUALE
Suor Monica Chikwe, responsabile del progetto, ha effettuato un viaggio in Nigeria dall’1 al 13 gennaio 2014, per verificare l’andamento del progetto. Ha visitato gli shelter di Lagos e Benin City e ha incontrato le donne rimpatriate, verificando caso per caso il livello di reintegrazione socio-lavorativa e familiare e le eventuali criticità delle loro situazioni.
Dall’inizio del progetto (giugno 2013) ad oggi, sono state rimpatriate 16persone:
- 8 donne (+ 1 uscita dal progetto in Nigeria e 1 non rimpatriata)
- 8 bambini (+ 3 ricongiunti in Nigeria)
BENIN CITY
Le religiose di Benin City hanno accolto e accompagnato nel loro rientro in Patria con i contatti con le famiglie e la sistemazione abitativa e lavorativa di tre donne:
Ø La prima rimpatriata dal CIE di Ponte Galeria e aiutata trovare un’abitazione dignitosa e avviare un negozio di parrucchiera;
Ø La seconda (con 2 figli ritrovati in Nigeria)è statasegnalata dalla Caritas e da una associazione del Veneto. Ha avviato un piccolo negozio di generi alimentari, aiutata a trovare una abitazione per lei e per i figli, nonché occuparsi della scuola dei figli;
Ø La terza è una giovane mamma incinta di 4 mesi e con due bimbi in Nigeria. Sostenuta finanziariamente per iniziare nella sua abitazione di famiglia un piccolo ristorante.
LAGOS
Ø La prima donna accolta e inserita a Lagos è una mamma di 4 bambini aiutata e segnalata da una organizzazione del Veneto. Il viaggio della mamma con i bambini è stato sovvenzionato dal comune di provenienza, come pure l’affitto della casa per due anni mentre l’associazione ha pagato le spese per l’affitto e l’allestire un negozio “ Mini market”.
Ø La seconda mamma con due bimbi è stata segnalata dall’Ass. Papa Giovanni XXIII, pagato il viaggio e l’affitto di due anni come avviene normalmente per tutte le rimpatriate, aiutati i bambini per l’iscrizione nella scuola mentre si cerca un lavoro adeguato per la mamma.
Ø La terza mamma, anche lei con due bambini, segnalata dall’ambasciata di Nigeria a Roma, è stata prima accolta da una nostra comunità di accoglienza e poi rimpatriata con i bambini con le stesse modalità e inserimento per la casa, il negozio di giocattoli e la scuola dei bambini
Ø Sono pure state rimpatriate due sorelle di cui una è stata aiutata per inserirsi in una università, mentre la seconda, mamma di un bimbo aprirà un negozio
IMPRESSIONI GENERALI, CRITICITÀ E PROPOSTE
Il Progetto - pilota di rimpatri assistiti e reinserimento socio-lavorativo è partito bene, grazie alla collaborazione delle suore nigeriane e alla presenza a Benin City e Lagos di strutture adeguate all’accoglienza, con personale capace di affrontare situazioni spesso molto complesse.
Tuttavia, questi primi mesi hanno fatto emergere alcune difficoltà e criticità, che rendono indispensabili alcuni aggiustamenti:
Ø Scelta più selettiva delle vittime da rimpatriare (possibilmente da comunità o organizzazioni già conosciute);
Ø Definizione più precisa del progetto prima che la donna ritorni in patria;
Ø Valutazione della presenza di figli, che rendono il reinserimento molto più complicato;
Ø Definizione di una somma indicativamente uguale per tutte da consegnare alla partenza;
Ø Problemi legati all’invio dei bonifici in Nigeria (in via di risoluzione.)
Ø Invio immediato della somma definita per ciascun progetto subito dopo la partenza, per evitare che le donne si adagiano, restando troppo a lungo nella casa di accoglienza.
NB. A motivo della privacy delle persone menzionate questa relazione è solo per uso interno e non può essere copiata o pubblicata.
SLAVES NO MORE onlus
Casa di accoglienza Maria Maddalena
Via Falzarego, 20 – 00048 Nettuno (Roma)
Tel./Fax: +39 06.9807871
mail: [email protected]
Contatti: suor Monica Chikwe: [email protected] / 331.4639765
suor Eugenia Bonetti: [email protected] / 339.1934538
Codice Fiscale / Partita Iva: 97734010586
Banca Popolare Etica - Filiale di Roma
Coord. IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0156877