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"Come cristiani, non possiamo essere chiusi in noi stessi,
ma sempre aperti agli altri, per gli altri" (Papa Francesco)

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I Video di Slaves no More: testimonianze, eventi, la storia dell'Associazione




LIBRI

Una riflessione nella Giornata Contro la Violenza sulle Donne


Dopo aver vissuto in Africa per 24 anni, nel 1993 sono tornata in Italia in un centro di Caritas di Torino dove ho conosciuto il mondo della notte e della strada e dove ho incontrato il volto le storie le sofferenze la disperazione e la schiavitù di tante donne, portate in Italia con il miraggio di una vita confortevole e trovatesi poi nelle maglie della criminalità organizzata.
 





Dal 2000 lavoro a Roma, prima come responsabile dall'Ufficio Antitratta Donne Minori dall'Unione delle Superiori Maggiori d'Italia per coordinare il servizio di centinaia di religiosi che operavano sulle strade, nei centri ascolto, nei centri di detenzione ed espulsione e soprattutto nelle case famiglia per il recupero di tante giovani vite spezzate. Poi dal 2013 come Presidente dell'Associazione Slaves no More per ridare dignità alle donne che decidono di intraprendere un percorso migratorio che poi muta in tratta di esseri umani.

Scrivo a nome di quelle persone (religiose e laiche) che, ogni giorno operano silenziosamente e gratuitamente, con amore, coraggio, determinazione nel vasto mondo dell'emarginazione sociale, per ridare vita e speranza. Scrivo per dare voce a chi non ha voce! Alle schiave vittime della tratta di esseri umani per sfruttamento lavorativo e sessuale e per lanciare un forte appello affinché sia riconosciuta la loro dignità, ripristinata la loro vera immagine di donne artefice artefici della propria vita e del proprio futuro. A nome loro e nostro, che ci sentiamo sorelle e madri di queste vittime, diciamo basta a questo indegno e vergognoso mercato del mondo femminile!
Questo grido nasce dalla nostra esperienza concreta, dalla nostra vita vissuta ogni giorno a contatto con tante giovani trafficate e sfruttate dai nostri stessi stili di vita e alle quali sono negati i fondamentali diritti umani.

 





Purtroppo l'immagine che viene trasmessa in tanti modi e in tante forme dai media,  dalle pubblicità e dagli stessi rapporti quotidiani tra uomo e donna, è l'immagine del corpo della donna inteso solamente come oggetto o strumento di piacere, di consumo e di guadagno, missconoscendo, invece, l'essenziale che lo stesso corpo umano racchiude: una bellezza infinita e profonda da scoprire, rispettare, apprezzare e valorizzare.

In questi ultimi mesi particolarmente difficili per la pandemia da Covid 19 ci siamo resi conto, ancora una volta, di quanta violenza c'è a discapito del corpo e della psicologia delle donne. Donne maltrattate, violentate, usate, dimenticate, impoverite, ammutolite, lasciate sole ad affrontare una situazione che ha visto in difficoltà persino i governatori di tutto il mondo. S
iamo ancora molto lontani dal considerare la donna per ciò che veramente è e non come un oggetto o una merce da usare, 

Notizia di questo periodo di pandemia è stata la diminuzione o la scomparsa della prostituzione su strada. Dato che ha colpito positivamente perchè questo è un fenomeno che dà fastidio e disturbata i sedicenti benpensanti e, da anni, si cerca di rinchiuderla in luoghi meno visibili, pensando di aver risolto il problema.

Non ci rendiamo conto, però, che la prostituzione del corpo e dell'immagine della donna è diventata ormai parte integrante dei programmi e notizie televisive, della cultura del vivere quotidiano ed è proposta a tutti, compresi i bambini, che volevamo e pensavamo di tutelare. Tutto questo purtroppo educa allo sfruttamento, al sopruso, al piacere, al potere, senza alcuna preoccupazione delle dolorose conseguenze sui nostri giovani che vedono modelli da imitare e mete da raggiungere.

La donna è diventata solo una merce che si può comprare, consumare, per poi liberarsene come un qualsiasi oggetto "usa e getta". Troppo spesso la donna è considerata solo per la bellezza e l'aspetto esteriore del suo corpo e non, invece, per la ricchezza dei suoi valori, valori veri, di intelligenza e di bellezza interiore, per la sua capacità di accoglienza, intuizione, donazione e servizio, per la sua genialità nel trasmettere l'amore, la pace e l'armonia, non che, nel dare e far crescere la vita. Il suo vero successo e il suo avvenire non possono essere basati sul denaro, sulla carriera o sui privilegi dei potenti. Il suo avvenire deve essere fondato sulle sue capacità umane , sulla sua bellezza interiore e nel suo senso di responsabilità.

Durante questi lunghi anni di impegno e servizi alla donna la nostra rete di suore si è allargata e consolidata, non solo in Italia, ma anche nei paesi di origine, di transito e di destinazione. Abbiamo creato le basi per un vero lavoro educativo e di informazione, prevenzione, reintegrazione, come pure, di condanna per quanti, in modi diversi, usano e abusano del corpo della donna la cui dignità non può essere mercanteggiata e pagata perché è un dono sacro da rispettare e da custodire.

 





Non possiamo più rimanere indifferenti di fronte a quanto accade oggi in Italia nei confronti del mondo femminile. Siamo tutti responsabili del disagio umano e sociale che lacera il paese. E' venuto il momento in cui ciascuno deve fare la sua parte e assumersi le proprie responsabilità. Per questo, come religiose rivolgiamo un forte appello alle autorità civili e religiose, al mondo maschile e maschilista che non si mette in discussione, alle agenzie di informazione e formazione, alla scuola, alle parrocchie, ai gruppi giovanili, alle famiglie e, in modo particolare, alle donne affinché insieme possiamo riappropriarci di quei valori e significati sui quali si basa il bene comune, per una convivenza degna di persone umani, per una società più giusta, più libera, con la speranza di un futuro di pace e armonia, dove la dignità di ogni persona è considerata il primo bene da riconoscere, sviluppare, tutelare e custodire, perchè ogni persona è stata creata ad immagine di Dio. 
 



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