L’8 e il 9 febbraio si è tenuto l’incontro annuale del Santa Marta Group, presso la Casina Pio IV in Vaticano, proprio nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale contro la Tratta di Persone nella festa liturgica di Santa Giuseppina Bakhita.
I due giorni di lavori sono stati molto intensi e hanno visto un susseguirsi di relazioni piene di buone pratiche, collaborazioni, criticità, dati positivi ma anche negativi, spiegazioni delle diverse condizioni degli stati presenti al convegno, ecc.
Tanto è stato fatto e molti sono i risultati presentati, ma molto c’è ancora da fare e la rete di esperti e soggetti che operano a diverso titolo contro la tratta di persone deve rafforzarsi e crescere sempre di più.
Molti gli stati rappresentati, dal Regno Unito all’Australia, dalla Nigeria alla Sierra Leone, Lituania, Polonia, Grecia, Germania, fino all’Argentina, passando dal Myanmar e Tailandia. Molti i rappresentanti della Conferenza Episcopale, delle Forze dell’Ordine dell’Europol e di altri soggetti istituzionali che negli stati di appartenenza lavorano contro la tratta di esseri umani.
Tutti gli interventi avevano come focus l’importanza della cooperazione fra le parti, senza la quale sarebbe stato impossibile fare ciò che è stato fatto per aiutare, sostenere e supportare le molteplici vittime della tratta. La rete fra soggetti appartenenti, certamente ai singoli stati, ma anche e soprattutto a stati diversi per ovviare ad un crimine che è sia nazionale che transnazionale.
Crimine quello della tratta di presone che è perpetrato da organizzazioni criminali che hanno molti soldi, molta esperienza e sanno aggirare gli ostacoli, cambiano molto rapidamente e si sanno adattare. Organizzazioni criminali che sono senza scrupoli e usano uomini, donne e bambini per scopi diversi e sempre più variegati, a seconda, anche, della posizione geografica: sfruttamento sessuale, impiego nel mercato nero e nel lavoro forzato, espianto degli organi, sfruttamento in mare per la pesca, …
Fenomeno globale che assume caratteristiche diverse a seconda dello stato ad oggetto: in molti stati le persone vengono reclutate, altri stati sono di passaggio e sosta, altri di arrivo.
Nei paesi in cui le persone vengono reclutate si possono individuare motivi che sono sempre collegati alla povertà, mescolata alla mancanza di lavoro, alla corruzione, alle poche risorse messe a disposizione della moltitudine, all’ignoranza, alle scarse possibilità, al degrado socio-ambientale. Bisogna dunque battersi per una maggior stabilità ed una creazione di opportunità negli stati di origine del fenomeno. Oltre che ovviamente fare formazione ed informazione che arrivi a tutti i gruppi, strati e diversi ambiti nelle differenti società. Azioni di lobbying ed advocacy devono essere sviluppate sempre più per cercare di raggiungere più attori e stakeholder possibili, compresi gli stati ed i ministeri, ed allargare la cooperazione e la collaborazione per cercare di dare un aiuto alle vittime più completo possibile.
Ancora molto scottante è la situazione in Libia. Punto in cui tutte le persone trafficate nel Mediterraneo fanno sosta. Qui ci sono bordelli a cielo aperto in cui gravi soprusi vengono perpetrati sulle vittime. Nessun accordo fatto fin ora dai vari governi in causa ha portato a risultati positivi ma molti sforzi di mediazione vengono portati avanti e molti dialoghi fra soggetti istituzionali sono stati aperti.
La vittima è comunque e sempre messa in primo piano. Gli sforzi sono tesi ad un aiuto che sia volto anche al reinserimento socio-lavorativo, sia nei paesi di destinazione che nei paesi di origine. Aiuto che passa per un percorso di accoglienza, integrazione, dialogo, parità.
In questo complesso ed articolato scenario mondiale il Santa Marta Group, con i suoi rappresentanti, svolge un complesso ed incredibile lavoro fondamentale di guida, collante, partner, interlocutore, anello di congiunzione indispensabile per il lungo, difficile ed articolato processo di eradicazione della schiavitù moderna.
Il 9 febbraio nel primo pomeriggio, al termine dell’incontro, tutti i rappresentanti del Santa Marta Group sono stati ricevuti da Papa Francesco che è riuscito in pochi minuti a sottolineare la ferma condanna alle moderne forme di schiavitù che “sono ben più diffuse di quanto si possa immaginare, persino – a nostra vergogna e scandalo – all’interno delle più prospere tra le nostre società.” Continua poi “Il grido di Dio a Caino, che si trova nelle prime pagine della Bibbia – «Dov’è tuo fratello?» – ci provoca ad esaminare seriamente le diverse forme di complicità con cui la società tollera e incoraggia, particolarmente a proposito della tratta a fini sessuali, lo sfruttamento di uomini, donne e bambini vulnerabili. Le iniziative volte a combattere la tratta di persone umane, nel loro concreto obiettivo di smantellare le reti criminali, devono sempre più considerare i più vasti settori correlati, come per esempio l’uso responsabile delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione, per non parlare dello studio delle implicazioni etiche dei modelli di crescita economica che privilegiano il profitto sulle persone.”
Al termine dell’incontro Papa Francesco ha voluto incontrare personalmente tutti i partecipanti al Convegno.