Sabato 20 giugno 2020
A fine 2019 erano circa 71 milioni le persone costrette a lasciare il proprio Paese. Di queste, circa 26 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni
Di Adriana Longoni
Dal 2001, si celebra ogni anno, il 20 giugno, la Giornata mondiale del Rifugiato. È il giorno anniversario dell’approvazione da parte dell’Onu, nel 1951, della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati. Non occorrono tuttavia molte parole per definire un rifugiato: è colui che fugge. Fugge dalla guerra, dalla sua terra, dai suoi legami famigliari, lasciandosi alle spalle la sua intima storia e le sue radici.
Il rifugiato è lo specchio di una pace che non c’è, di un conflitto dove parlano solo le armi ed è qualcuno costretto a chiedere protezione internazionale. Ma rappresenta anche un forte richiamo alla nostra consapevolezza civile ed umana sulla situazione di molte persone che, in quelle condizioni, bussano alla porta del nostro Paese e dell’Europa. Tutto ciò è il senso di questa giornata, che chiama alla riflessione e al disegno di un futuro che garantisca un nuovo modello di inclusione e un’accoglienza rispettosa dei diritti fondamentali. Una riflessione più che mai necessaria in questo nuovo periodo di crisi in cui versa non solo l’Europa ma il mondo intero.
Alcune cifre ci suggeriscono quanta fragilità umana è in fuga nel mondo: a fine 2019 erano circa 71 milioni le persone costrette a lasciare il proprio Paese. Di queste, circa 26 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni. Nel mondo, ogni due secondi una persona è costretta ad abbandonare la propria casa a causa di conflitti o persecuzioni.
Preghiera per i migranti di Papa Francesco
"Dio di misericordia, Ti preghiamo per tutti gli uomini, le donne e i bambini, che sono morti dopo aver lasciato le loro terre in cerca di una vita migliore. Benché molte delle loro tombe non abbiano nome, da Te ognuno è conosciuto, amato e prediletto. Che mai siano da noi dimenticati, ma che possiamo onorare il loro sacrificio con le opere più che con le parole.
"Ti affidiamo tutti coloro che hanno compiuto questo viaggio, sopportando paura, incertezza e umiliazione, al fine di raggiungere un luogo di sicurezza e di speranza. Come Tu non hai abbandonato il tuo Figlio quando fu condotto in un luogo sicuro da Maria e Giuseppe, così ora sii vicino a questi tuoi figli e figlie attraverso la nostra tenerezza e protezione".
"Fa' che, prendendoci cura di loro, possiamo promuovere un mondo dove nessuno sia costretto a lasciare la propria casa e dove tutti possano vivere in libertà, dignità e pace. Dio di misericordia e Padre di tutti, destaci dal sonno dell'indifferenza, apri i nostri occhi alle loro sofferenze e liberaci dall'insensibilità, frutto del benessere mondano e del ripiegamento su se stessi. Ispira tutti noi, nazioni, comunità e singoli individui a riconoscere che quanti raggiungono le nostre coste sono nostri fratelli e sorelle.
Aiutaci a condividere con loro le benedizioni che abbiamo ricevuto dalle tue mani e riconoscere che insieme, come un'unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio".
Amen