• LOGIN
     

    Autenticazione

    • Utente
    • Password
     

"Come cristiani, non possiamo essere chiusi in noi stessi,
ma sempre aperti agli altri, per gli altri" (Papa Francesco)

Ultime Notizie

I Video di Slaves no More: testimonianze, eventi, la storia dell'Associazione




LIBRI

18 ottobre - Giornata Europea contro la tratta


Bruxelles – Oggi, 18 ottobre, l’OIM si unisce all’Unione Europea e gli altri paesi europei e partners regionali nel celebrare l’undicesima giornata europea contro la tratta. Per quest’occasione sono stati organizzati una serie di eventi e saranno pubblicati due report sulle vittime di tratta.


La tratta di esseri umani è uno dei crimini transnazionali più seri al mondo e una delle sfide che riguardano i diritti umani più complesse del nostro tempo. Per contribuire a una migliore comprensione di questo complesso fenomeno e per favorire lo sviluppo di politiche e risposte basate sull’evidenza, l’OIM ha sviluppato uno strumento di gestione dei casi per contrastare la tratta, il Database Globale sulla Tratta di Essere Umani (IOM Global Human Trafficking Database). È il più grande database globale che contiene i dati principali sulle vittime di tratta. 
 

Oggi l’OIM pubblica il primo Global Trafficking Trends in Focus, che analizza i dati dell’OIM sulle vittime di tratta dal 2006 al 2016. L’analisi si basa sui dati di 50,000 vittime di tratta assistite dall’OIM nell’arco di questo periodo. In media le vittime assistite dall’OIM sono trafficate per una durata di 2 anni e mezzo.

“Dobbiamo fare di più per identificare, assistere e proteggere le vittime di tratta in Europa, ma dobbiamo anche fare di più per garantire che i migranti vulnerabili che raggiungono le nostre coste siano protette dallo sfruttamento,” ha dichiarato Eugenio Ambrosi, Direttore dell’Ufficio regionale dell’OIM per l’UE, la Norvegia e la Svizzera. “Dobbiamo continuare a indignarci e non permettere la ‘normalizzazione’ dello sfruttamento dei migranti in Europa,” ha aggiunto Ambrosi.
 

L’OIM pubblica oggi anche la versione ufficiale inglese del rapporto: “La tratta di esseri umani attraverso la rotta del Mediterraneo Centrale: dati, storie e informazioni”, prodotto quest’anno dall’ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM in Italia nell’ambito delle attività del team Anti-tratta presente nei punti di sbarco in Sicilia, Puglia e Calabria. Secondo i dati del rapporto, donne e minori non accompagnati di nazionalità nigeriana sono tra le persone più a rischio di essere trafficate con finalità di sfruttamento sessuale. Tra il 2014 e il 2016 il numero di donne e ragazze nigeriane arrivate via mare è aumentato del 600 percento.


L’anno scorso l’OIM ha fornito assistenza a 768 vittime di tratta in 20 paesi europei, compresi Norvegia e Svizzera. Quasi il 35 percento degli assistiti sono minori. Il traffico di minori è un fenomeno in aumento che preoccupa l’Europa, e costituisce una parte importante del lavoro dell’OIM.


Il mese scorso, l’OIM ha pubblicato insieme a UNICEF il rapporto Harrowing Journeys, che raccoglie testimonianze di circa 22,000 migranti e rifugiati, inclusi circa 11,000 minori, intervistati dall’OIM sulle rotte migratorie del Mediterraneo orientale e centrale. Il rapporto ha evidenziato il livello spaventoso di abusi dei diritti umani a cui i minori migranti e rifugiati vanno incontro nel loro percorso per raggiungere l’Europa. Il 77 percento di chi ha attraversato la rotta del Mediterraneo centrale ha riportato esperienze dirette di abuso, sfruttamento e pratiche che possono essere ritenute come tratta di essere umani.







Ultime Notizie