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Religiose al Sinodo: siamo poche ma molto ascoltate
(Articolo di Vatican News)
30 ottobre 2018

Ieri sera presso la Sala Marconi di Palazzo Pio la conferenza stampa delle sette religiose che partecipano al Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani ed al discernimento vocazionale


(di Andrea De Angelis)

 

Sono sette le religiose che partecipano al Sinodo dei Vescovi in corso in Vaticano. Sette su quasi trecento partecipanti. Una percentuale minima, dunque, ma dal grande significato. Non è la prima volta che in un Sinodo si registra la presenza femminile, era già successo a quello dedicato alla famiglia. Questa volta le donne sono una trentina, comprese mamme e mogli. Possono parlare, ma non possono votare. Tra loro anche suor Alessandra Smerilli, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, docente di Economia politica ed elementi di statistica alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma.


“Siamo molto ascoltate”

“Forse proprio perché siamo poche siamo molto ascoltate”. Ha esordito così suor Smerilli a Radio Vaticana Italia, definendo perciò “molto buona” la partecipazione femminile al Sinodo. “Nei gruppi in particolare c’è spazio per il dialogo per fare proposte, per confrontarsi in visioni differenti – ha spiegato -, ed è molto importante, perché è quello che ci chiedono i giovani”. Nel corso della conferenza stampa la religiosa ha aggiunto di non sentirsi una “partecipante di serie b”, ma alla pari con tutti gli altri partecipanti.



Le domande ‘scomode’ dei giovani

“Faccia tosta”. L’ha chiesta esplicitamente il Papa ai 300 giovani che lo scorso marzo sono giunti a Roma per il presinodo. “Parlate con coraggio. Senza vergogna, no. Qui la vergogna si lascia dietro la porta. Si parla con coraggio: quello che sento lo dico e se qualcuno si sente offeso, chiedo perdono e vado avanti. Voi sapete parlare così”, furono le parole di Francesco. Quelle domande scomode stanno dunque arrivando durante il Sinodo? Secondo suor Smerilli sì. “Tutte le domande dei giovani sono scomode, ogni volta che parlano – ha detto la religiosa – è una provocazione, perché le loro domande nascono sempre dal cuore, dall’osservazione di una realtà che vedono in modo diverso da noi”. “Non ci lasciano star qui, seduti – ha aggiunto -, ma ci impegnano a dare risposte, ci mettono in discussione”.
 


Il voto delle donne

A proposito della petizione online per estendere il diritto di voto del documento finale alle religiose, suor Smerilli ha spiegato che chi pensa che questo debba accadere, ha fatto bene a proporlo. Per quanto riguarda la presenza femminile al Sinodo “il processo è iniziato e non si ferma”. “Magari è un processo lento – ha aggiunto la suora esperta di economia -, ma si vedono i progressi e perciò siamo molto fiduciose”. Quindi, a conclusione dell’intervista, ha lanciato un appello alle giovani: “C’è bisogno di uno sguardo femminile, nella Chiesa, nel lavoro, nella società. Abbiamo bisogno che tutte si mettano in cammino per non vedere la realtà come un monolite”.




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