SLAVES NO MORE MAI PIÙ SCHIAVE

 

PROGETTO REINSERIMENTI SOCIO-LAVORATIVI

PER DONNE IMMIGRATE VITTIME DI TRATTA

  

INTRODUZIONE

 

Il Ritorno volontario assistito socio-lavorativo (conosciuto anche con l´acronimo RVASL), consiste nel fornire la possibilità di ritorno in patria a donne migranti, che desiderano, in modo volontario e spontaneo ritornare nel proprio Paese d´origine. Il progetto - che include il costo del viaggio, un aiuto formativo, logistico e finanziario - assicura che il percorso di ritorno sia realizzato nel rispetto della dignità della persona e della sicurezza del migrante.

La dinamica di svolgimento di questi programmi prevede vari momenti:

·  La segnalazione e la valutazione del caso.

·  L’accompagnamento della persona.

·  L´elaborazione di un progetto individuale di reinserimento socio- lavorativo nei Paesi di origine (che tenga conto delle capacità e delle aspettative del migrante).

·  Il sostegno alla realizzazione di questo progetto.

·  La ricerca di contatti con la famiglia e la ricostruzione dei legami familiari

 

I programmi di Ritorno Volontario Assistito sono realizzati su base individuale e sono sempre in risposta a una richiesta volontaria del migrante.

Il progetto è promosso e realizzato dall’associazione Slaves no More onlus, presieduta da suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, in collaborazione con Caritas Italiana e finanziato dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) con i sussidi dell’8X1000 e da eventuali altri donatori.

Responsabile del progetto è suor Monica Chikwe, delle suore ospedaliere della misericordia. 

 

OBIETTIVO SPECIFICO:

1.  Favorire il rientro in Nigeria e il reinserimento socio-lavorativo di donne vittime di tratta ospitate in Italia presso case di accoglienza che desiderano volontariamente tornare in patria;

2.     Favorire il reinserimento socio-lavorativo in Nigeria di donne vittime di tratta, espulse dal territorio italiano e rimpatriate coattivamente attraverso i Centri di identificazione ed espulsione (CIE). Le donne devono aver accettato di aderire al progetto prima del rimpatrio forzato.

3.    Costruire una campagna di informazione e sensibilizzazione, in Nigeria e in Italia, per cercare di prevenire il fenomeno della tratta a fini di sfruttamento lavorativo e sessuale e per creare una maggior conoscenza del fenomeno sia nelle istituzioni che nella società civile e religiosa, al fine di combatterlo più efficacemente.

 

BENEFICIARI

 

Diretti:

□   Donne nigeriane vittime di tratta, che manifestino liberamente la volontà di essere assistite nel loro rientro in patria (volontario o coatto), identificate attraverso un percorso di preselezione e formazione gestito dall’associazione Slaves no More onlus.

□   Donne nigeriane particolarmente vulnerabili e potenziali vittime di tratta;

 

Indiretti:

□   Comunità ecclesiali e associative italiane e nigeriane, che saranno informate e sensibilizzate sul fenomeno della tratta a fini di sfruttamento sessuale e lavorativo.

Per ogni beneficiario sarà sviluppato un microprogetto individuale di rientro e reintegrazione. Non si tratterà dunque di progetti standardizzati ma disegnati insieme al beneficiario, intorno al suo profilo, alle sue necessità e alle sue esigenze e ai suoi sogni e bisogni. Ogni microprogetto avrà un suo budget specifico per un ammontare massimo concordato con le varie parti in causa.

È fondamentale un accurato percorso di preselezione e accompagnamento in Italia, effettuato in base a criteri oggettivi (nazionalità, status giuridico…), ma soprattutto soggettivi (determinazione e volontà di tornare in patria, storia personale, formazione…).

Questo progetto si realizza in collaborazione con le religiose e le associazioni che operano in loco in particolare con il Committee for the support of the dignity of women (COSUDOW), espressione della Conferenza delle religiose nigeriane, operante a Lagos e a Benin City. L’Organizzazione gestirà in autonomia tutto il percorso di reinserimento socio-lavorativo, attraverso la sua fitta rete di collaborazioni e la conoscenza del contesto locale.

Si tratterà, in questa prima, fase di un progetto pilota, per un numero ridotto di beneficiari, per valutare poi se estenderlo ad altri e con quali modalità, costruendo buone prassi da replicare eventualmente anche in altri contesti.

 

 

 

SLAVES NO MORE onlus

Casa di accoglienza Maria Maddalena

Via Falzarego, 20 – 00048 Nettuno (Roma)

Tel./Fax: +39 06.9807871

mail: slavesnomore@libero.it

 

Contatti: suor Monica Chikwe:  ahuruchioke@gmail.com / 331.4639765

                 suor Eugenia Bonetti: ebonettimc@pcn.net / 339.1934538

 

Codice Fiscale / Partita Iva: 97734010586

Banca Popolare Etica - Filiale di Roma

Coord.  IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0156877 

L'intervento

di Blessing Okoedion

alla Camera dei deputati

 

Tratta. Okoedion: «Ho superato il passato e trovato il coraggio per raccontare».

Leggi e vedi anche:

Sir, 12.06.2017

L'Osservatore Romano

Missioitalia

Radio Radicale

Suor Rita Giaretta

Casa Rut, Caserta

mons. Raffaele Nogaro

Vescovo emerito, Caserta

RITORNO. E RICOMINCIO

Su Italia Caritas, il reportage sul progetto di rimpatri assistiti di donne nigeriane vittime di tratta di SnM

 

Leggi il commento di

suor Eugenia Bonetti, presidente di Slaves no More

MIGRAZIONI E TRATTA

L'8 FEBBRAIO A MILANO

25 NOVEMBRE 2016

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA

SULLE DONNE

 

Leggi qui la riflessione

di suor Eugenia Bonetti

presidente di Slaves no More

6-12 NOVEMBRE 2016

LE DIECI PROPOSTE ANTI-TRATTA DEI MAGISTRATI

Eco del summit che si è tenuto in Vaticano il 3 e 4 giugno

A PRAYER FOR FREEDOM

UTERI IN AFFITTO

Slaves no More aderisce all'appello contro la schiavitù dell'utero in affitto

Leggi il testo e firma qui

L'articolo di Repubblica e il nostro commento su Avvenire

ANCHE L'EUROPA DICE NO

RROGETTO RIMPATRI

Tornate in Nigeria

tredici donne e dieci bambini

Per conoscere l'avanzamento

del nostro progetto clicca qui

INCUBO PONTE GALERIA

VITTIME DI TRATTA RIMPATRIATE DAL CIE

clicca qui

RAPPORTO USA 2015

SUL TRAFFICO DI PERSONE

REPORTAGE

Human trafficking:

The lives bought and sold

BBC, 28 July Guarda qui

Profughi. Prove tecniche

di integrazione

Jesus, sett. 2015 Guarda qui

ANALISI

Popoli in movimento

Sono 232 milioni i migranti

nel mondo. La maggior parte fugge

da guerre e violenze, oltre che dall'estrema povertà e da politiche irresponsabili. Un esodo senza fine

PRIMO PIANO

Un mondo di schiavi

La tratta di persone prende nuove drammatiche forme e interpella sempre più anche la Chiesa. Grazie a Papa Francesco, ma anche a tante religiose che operano con le vittime

Scrivici: slavesnomore@libero.it