SLAVES NO MORE MAI PIÙ SCHIAVE

 

ASSOCIAZIONE CONTRO LE VIOLENZE SULLE DONNE E IL TRAFFICO

DI ESSERI UMANI PER LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO E SESSUALE 

 

COMUNICATO 8 MARZO 2014

SUOR EUGENIA PREMIATA AL QUIRINALE PER L'8 MARZO 2014 

 

SLAVES  NO  MORE  è lieta di annunciare che la propria presidente, suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e responsabile dell’Ufficio “Tratta donne e minori” dell’Usmi, riceverà sabato 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della donna, l’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il ventennale  lavoro svolto a favore di migliaia di donne vittime di violenze, abusi e sfruttamento e contro la tratta.

L’Onorificenza di “Grande Ufficiale” le verrà consegnata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso di una cerimonia che si terrà al Palazzo del Quirinale.

 

Di seguito, il pensiero e il ringraziamento di suor Eugenia Bonetti.

Per un suo breve profilo biografico, clicca qui.

 

Miei carissimi familiari, amici e collaboratori,

ma soprattutto voi donne tutte, che in questi anni di servizio a tante vittime di tratta, sfruttamento, violenze e abusi ci avete seguito, sostenuto e aiutato, vengo a voi per condividere, in occasione della Festa della Donna, una notizia che ci ha molto sorpreso, ma anche riempito il cuore di gratitudine, incoraggiamento e speranza.

Come potrete vedere dall'allegato, in data 19  febbraio 2014, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ci ha comunicato di voler riconoscere il lavoro di tante religiose che, da diversi anni, attraverso una fitta rete di attività e interventi, svolgono un servizio prezioso a favore di moltissime donne immigrate, vittime della tratta di esseri umani.

Nel corso della cerimonia, che si svolgerà al Quirinale, nella mattinata dell’8 marzo, mi verrà conferita dal Capo dello Stato una Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Questa onorificenza non vuole essere un riconoscimento personale, bensì è rivolta a tutta la "squadra di religiose" che in questi ultimi vent’anni hanno offerto il loro servizio di compassione, accoglienza e recupero in diversi campi: sulle strade, nei centri ascolto, nelle case di accoglienza e nel Cie di Ponte Galeria. Molte di loro lavorano in rete con altre religiose nei Paesi di origine e transito, contribuendo a prevenire il fenomeno e ad accogliere e reintegrare tante giovani vittime nel faticoso cammino di recupero e di riappropriazione della propria dignità e identità.

Purtroppo, dobbiamo constatare con sofferenza che nonostante i lunghi anni di impegno e lavoro, tra laici e religiose, associazioni di volontariato ed enti governativi, il fenomeno non tende a diminuire, ma cambiano invece le modalità di reclutamento e di sfruttamento, ed è sempre più difficile riuscire a spezzare gli anelli di questa terribile catena di schiavitù.

Noi, tuttavia non ci lasciamo scoraggiare. Anzi, tra i nostri vari impegni continueremo anche le nostre visite settimanali al Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria (Roma) per stare vicine a tante donne rinchiuse per lunghi mesi perché prive di documenti. Ormai undici anni, un bel gruppo di religiose di diverse nazionalità e congregazioni visitano ogni sabato il questo Cie per offrire alle donne rinchiuse un momento di ascolto, condivisione, conforto, preghiera e talvolta  anche di festa. Anche loro saranno idealmente con me davanti al Capo dello Stato.

Invece sarà realmente presente una delle tante donne che hanno vissuto la sofferenza dello sfruttamento e della schiavitù e successivamente quello della liberazione e della reintegrazione nella vita sociale italiana. Sarò infatti accompagna da una giovane donna in rappresentanza delle oltre sei mila sottratte alla strada dalle religiose e reinserite nella nostra società. La sua triste storia è simile a quella di molte altre: portata in Italia a quattordici anni da un sedicente zio, è stata venduta a una Madam che l’ha messa su una strada, costretta a vendere il suo giovane corpo insieme alla sua giovinezza e ai suoi sogni. È stata recuperata dalle forze dell’ordine che, vista la giovane età, l’hanno affidata a una casa di accoglienza per minori dove è vissuta quattro anni senza alcun contatto con la famiglia. Dopo sei anni, grazie alla nostra rete di collaborazioni con i Paesi di  origine, la ragazze è riuscita a ritrovare la famiglia e a parlare finalmente con la mamma. Il suo è uno dei molti casi che ci confermano l’importanza fondamentale del lavoro in rete per poter raggiungere traguardi a volte impensabili o impossibili.

Possa dunque questo 8 marzo ricordare ancora una volta che tutti quanti abbiamo una responsabilità e insieme dobbiamo continuare a lavorare affinché non ci sia mai più violenze contro le donne e soprattutto non ci siano “mai più schiave”!

 

Suor Eugenia Bonetti, mc

 

 

 

 

 

 

L'intervento

di Blessing Okoedion

alla Camera dei deputati

 

Tratta. Okoedion: «Ho superato il passato e trovato il coraggio per raccontare».

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Leggi il commento di

suor Eugenia Bonetti, presidente di Slaves no More

MIGRAZIONI E TRATTA

L'8 FEBBRAIO A MILANO

25 NOVEMBRE 2016

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA

SULLE DONNE

 

Leggi qui la riflessione

di suor Eugenia Bonetti

presidente di Slaves no More

6-12 NOVEMBRE 2016

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Eco del summit che si è tenuto in Vaticano il 3 e 4 giugno

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