Carissimi amici, sostenitori e membri dell’Associazione “Slaves no More”,

Le festività pasquali del 2017 mi offrono l’opportunità di far giungere a voi e alle vostre famiglie gli auguri di una serena e Santa Pasqua che auspico colma di Gioia e di Pace come il Risorto ha donato a Maria Maddalena che lo aveva cercato e incontrato al mattino di Pasqua al sepolcro, ormai vuoto, perché Lui era vivo.

Mentre ancora una volta esprimo la mia e nostra gratitudine per il vostro costante ricordo e sostegno a favore di tante giovani donne che, dopo aver sperimentato la sofferenza della loro “crocifissione” sulle nostre strade e dai nostri stessi sistemi di vita e di sfruttamento, hanno avuto anche loro la gioia, come la Maddalena, di incontrare il Risorto che ha rivolto la stessa domanda: “donna perché piangi, chi cerchi?” Quante donne avevano perso il loro nome vero perché tutte le chiamavano semplicemente: “prostitute”. Ma voi ci avete aiutato a chiamarle per nome e a far riemergere in loro il senso del loro valore e della loro dignità, nonché la voglia di vivere e di andare ad annunciare al mondo che il Cristo è risorto per loro e per noi.

Tra i tanti volti e le tante storie incontrate in questo ministero di consolazione e guarigione mi è caro menzionare il racconto una giovane donna Nigeriana che ha avuto il coraggio di ribellarsi e riscattarsi per riappropriarsi della sua libertà.

Blessing ha scelto di narrare in un libro la sua storia per aiutare altre giovani a spezzare gli anelli della loro pesante catena e vivere in libertà e dignità.

Sono lieta di unire a questo messaggio con gli auguri pasquali un commento che  Mariapia Bonanate ha fatto di questo libro: “Il coraggio della libertà”, scritto con Anna Pozzi, (Ed. Paoline) e presentato l’8 Febbraio scorso durante la terza giornata mondiale/ecclesiale contro la tratta di persone. (Segue commento)

“Grazie, Blessing Okeodion. Per avere avuto il coraggio di raccontare la tua storia di vittima della “tratta” che Papa Francesco ha definito, con visibile dolore, “un crimine  contro l’umanità”. Nella “Giornata mondiale di  riflessione e preghiera contro la tratta”, accanto a quello di Santa Bakhita, schiava sudanese, ci sarà il tuo volto e la tua voce. A ricordare le donne, tra le 30.000 e le 50.000, con un numero crescente di minorenni, che in Italia  sono state comprate, vendute, sbattute sulla strada dagli attuali “negrieri”. Merci, a uso e consumo, dei clienti del sesso. Molte scompaiono, uccise, altre muoiono….

Tu, Blessing, ce l’hai fatta a fuggire da quell’inferno. Lo racconti nel libro: “Il coraggio della libertà” (ed. Paoline ) che hai scritto con la giornalista Anna Pozzi. Come la maggior parte delle ragazze nigeriane, obbligate a prostituirsi, sei stata illusa con la promessa di un lavoro inesistente e trasferita in Italia, a Castel Volturno, prigioniera di una maman. Tu, laureata in informatica, che a Benin City riparavi computers: “Mi è caduto il mondo addosso. Non sapevo che cosa dire e che cosa fare. Ero pietrificata, piena di angoscia e di paura. Non riuscivo neppure a pensare. Avrei voluto scappare, ma per andare dove? Non sapevo neppure dove mi trovassi”.

 Brancolavi nel buio e pregavi: “Dio, mi devi aiutare, altrimenti preferisco morire.” Senza cellulare e passaporto, hai dovuto prostituirti. Il quinto giorno, vergogna, rabbia e indignazione ti hanno dato il coraggio di andare dalla polizia. Sei stata accompagnata a “Casa Rut”, a Caserta, nella comunità di Suor Rita Giaretta, che accoglie ragazze, spesso mamme con bambini, che hanno subito la tua sorte. In quella “famiglia”, circondata da tanto amore e rispetto, hai ricuperato la tua dignità e voglia di vivere. Hai deciso di diventare mediatrice culturale, non soltanto per le “sorelle”, rimaste in quell’inferno, “per le donne della Nigeria e per i nostri figli. Anche per l’Italia e per il mondo. Perché mai nessuno pensi di non avere altra alternativa che di essere schiavo”. 

Grazie Blessing anche a nome di tutti i nostri amici e sostenitori. Possa davvero la tua storia raccontata con forza essere di stimolo e incoraggiamento alle tante tue compagne di viaggio, ma lo sia pure per noi che vogliamo lottare con te perché si spezzino tutte le catene di morte e nel mondo non ci siano “mai più schiave”.

Cari Amici, insieme alla storia di Blessing vi giunga da tutti i membri dell’Associazione: “Mai più schiave” il nostro augurio di Buona Pasqua unito al nostro ringraziamento, affetto e preghiera per tutte le vostre necessità.

 

Cordialmente, Sr. Eugenia Bonetti

8 marzo 2017. Giornata internazionale della donna

 

Tra i tanti commenti ricevuti in questi giorni a riguardo della festa della donna uno mi è giunto anche da una suora di clausura che ho trovato particolarmente bello, profondo e ricco di riflessioni, non solo per ciò che riguarda la dignità della donna in generale, bensì parla della consapevolezza che tale dignità deve essere prima di tutto riconosciuta e rispettata dalla donna stessa. La donna deve assumersi il suo ruolo vero e la sua responsabilità nel far emergere e rispettare la sua dignità. La donna deve diventare sempre più protagonista e artefice della sua vita e del suo futuro creando una convivenza equilibrata e armoniosa, portatrice ed educatrice di valori profondi prima per se e poi per la società in cui vive.

Così scrive la claustrale: «Che le donne facciano sentire la loro voce e richiamino l’attenzione su quanto di loro si pensa, si dice e soprattutto si propaganda, per manifestare il loro dissenso e le loro ragioni, lo ritengo legittimo, ma nello stesso tempo spererei vivamente che la donna stessa abbia giusta consapevolezza della dignità che vuole affermare e idee chiare sulla sua identità e capacità di progettazione della propria vita. Cosa che, francamente, non mi sembra essere sempre certa nel nostro contesto sociale.

Mi sembra infatti che essere donna, e donna emancipata, attualmente si identifichi il più delle volte con l’equiparazione di ruoli e poteri rispetto all’uomo. Tanto che non è raro sentire parlare di cifre sulla partecipazione femminile agli incarichi di rappresentanza o di alto livello a dimostrazione della sua posizione culturale ancora minoritaria. Ma il problema è a monte: se anche la donna giungesse ai vertici delle più brillanti carriere – cosa che cordialmente le auguro e talora, di fatto, già avviene – desidererei comunque che il suo modo di essere e di porsi fosse di timbro diverso, femminile appunto (il che non vuol dire inferiore, ma di alta qualità), arricchendo ogni ambito culturale, politico e sociale della sua specifica forma di umanità e sensibilità. Per il suo profondo rapporto con la vita, il suo intuito e la sua capacità di osservazione, per l’attenzione all’umano e le connaturali doti di generosità, la donna è infatti, a mio avviso, portatrice privilegiata di originalità, di innovazione e creatività, nonché di bellezza nel senso più filosofico ed estensivo del termine.

In tutta sincerità non trovo convincenti né interessanti le donne che imitano la figura maschile mostrando una sicurezza talora aggressiva che indurisce il loro tratto, oppure ostentando una spregiudicatezza di comportamenti e di toni che le omologa a un modello quanto mai dissonante dal loro fondamento antropologico. Perché, tra l’altro, una delle questioni connesse al valore, o disvalore della donna oggi, è quella dello smantellamento di quella compostezza, o meglio pudore (parola obsoleta nella nostra cultura, se non all’indice) che custodisca ma anche sveli in certo senso il mistero profondo della persona.

E tocchiamo qui un secondo punto della questione. Ovvero l’influenza della cultura dominante, soprattutto a livello mediatico, sull’immagine della donna. Un’immagine troppo spesso legata al corpo, considerato come “oggetto o strumento di piacere, di consumo e di guadagno”, e dunque esposto a una mercificazione esplicita o sottesa. Quando invece il corpo è un prezioso strumento di comunicazione che può anche esprimere lo specifico femminile senza giungere a rappresentazioni di dubbio gusto e valore»

Grazie Sorella claustrale, donna pienamente realizzata e ricca di valori che hai condiviso con noi e con le tante donne che leggeranno queste riflessioni. A tutto il mondo femminile che festeggeranno l’8 marzo l’augurio di sperimentare la bellezza e la grandezza del proprio essere donna e madre di nuove generazioni di uomini e donne che in piena sintonia vivono nel rispetto e apprezzamento reciproco per la costruzione di una nuova umanità così come è stata pensata e voluta dal Creatore.

Sr. Eugenia Bonetti (missionaria della strada)

 

 

L’associazione SLAVES NO MORE

in collaborazione con BEFREE

  

invita al convegno

  

ACCOGLIENZA, LEGALITÀ, INCLUSIONE

PER LE VITTIME DI TRAFFICO DEGLI ESSERI UMANI

  

 

NON SI TRATTA!

 

 

Mercoledì 8 febbraio 2017 - Ore 17,00 – 20,00

 CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE - via della Lungara 19  (sala Lonzi)

 

PROGRAMMA*

 

   LO STATO DELLE COSE - Ore 17,00 – 18,00

   Coordina FABIO ZAVATTARO, vaticanista Rai

 

   Diritti umani e sistema di "accoglienza" 

   suor EUGENIA BONETTI, presidente Slaves No More

 

   Interpretare le richieste, capire le "fragilità" 

   dott.sa MARIA GIOVANNA FIDONE, Commissione territoriale per riconoscimento    status rifugiato 

 

   Non c'è tutela senza un'accoglienza competente

   dott.sa FRANCESCA DE MASI, BeFree

 

   Governare il fenomeno: una sfida 

   dott. CORRADO DE ROSA, Dipartimento Pari Opportunità presso Presidenza          

   Consiglio dei Ministri

 

   COSA FARE  - Ore 18,00 – 18,30

 

   Per una politica migratoria sensibile e efficace

   On.le MARCO MINNITI, Ministro dell’Interno

 

   Il ruolo delle Forze dell’ordine

   dott. ROBERTO LEONE, Vice Prefetto aggiunto, Consiglio territoriale   

   dell’immigrazione

   

   OPPORTUNITÀ E BUONE PRATICHE - Ore 18,30 – 19,30

 

   Un network come rete di protezione 

   suor MONICA CHIKWE, responsabile progetto “Ritornare per ricominciare”

   Slaves no More

 

    Una comunità per rinascere alla vita  

    suor RITA GIARETTA, responsabile Casa Rut - Caserta

 

    Il coraggio della libertà

    BLESSING OKOEDION, autrice del libro “Il coraggio della libertà” (Ed. Paoline)

 

    No Place Like Home 

    ANNA POZZI, segretaria generale di Slaves no More, giornalista e scrittrice

 

    Domande e interventi dal pubblico

    Canto di saluto con alcune giovani donne nigeriane uscite dalla tratta

  

    Segue un momento conviviale

  

   Info:  www.slavesnomore.it

           slavesnomore@libero.it

           befree.segreteria@gmail.com

 

 

CON PAPA FRANCESCO, UNA LUCE CONTRO IL TRAFFICO DI PERSONE

PRIMA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA TRATTA 08.02.2015

 

Anche Papa Francesco, qui insieme a suor Eugenia Bonetti, ha acceso una luce contro la tratta e tutte le moderne forme di schiavitù.

 

Guarda il video della veglia dell'8 febbraio 2015 

Anche SLAVES NO MORE ha aderito alla GIORNATA INTERNAZIONALE DI PREGHIERA

E RIFLESSIONE CONTRO LA TRATTA DI PERSONE - 8 FEBBRAIO 2015 

 

Papa Francesco, sin dall’inizio del suo Pontificato, ha più volte denunciato con forza il traffico di esseri umani, definendolo «un crimine contro l’umanità» e spronando tutti a combatterlo e a prendersi cura delle vittime. Facendo proprio l’appello del Santo Padre, le Unioni internazionali femminili e maschili dei Superiori/e Generali (UISG/USG), con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica hanno promosso una GIORNATA INTERNAZIONALE DI PREGHIERA E RIFLESSIONE CONTRO LA TRATTA DI PERSONE, celebrata in tutte le diocesi e le parrocchie del mondo, nei gruppi e nelle scuole, lo scorso 8 FEBBRAIO 2015Festa di Santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese, liberata e divenuta religiosa canossiana,canonizzata nel Duemila.

 

 

SUOR EUGENIA AL COMECE 

Suor Eugenia Bonetti è intervenuta all'incontro della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità Europea sul tema: 

FIGHTING AGAINST TRAFFICKING IN HUMAN BEINGS:

A JOINT EFFORT | Brussels, 26 November 2014

Per leggere il suo intervento su:

Women Helping Women in Counter-Trafficking in Persons, clicca qui

Per ascoltarlo, clicca qui

 

SLAVES NO MORE onlus

Casa di accoglienza Maria Maddalena

Via Falzarego, 20 – 00048 Nettuno (Roma)

Tel./Fax: +39 06.9807871

mail: slavesnomore@libero.it

 

Codice Fiscale / Partita Iva: 97734010586

Banca Popolare Etica - Filiale di Roma

Coord.  IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0156877 

L'intervento

di Blessing Okoedion

alla Camera dei deputati

 

Tratta. Okoedion: «Ho superato il passato e trovato il coraggio per raccontare».

Leggi e vedi anche:

Sir, 12.06.2017

L'Osservatore Romano

Missioitalia

Radio Radicale

Suor Rita Giaretta

Casa Rut, Caserta

mons. Raffaele Nogaro

Vescovo emerito, Caserta

RITORNO. E RICOMINCIO

Su Italia Caritas, il reportage sul progetto di rimpatri assistiti di donne nigeriane vittime di tratta di SnM

 

Leggi il commento di

suor Eugenia Bonetti, presidente di Slaves no More

MIGRAZIONI E TRATTA

L'8 FEBBRAIO A MILANO

25 NOVEMBRE 2016

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA

SULLE DONNE

 

Leggi qui la riflessione

di suor Eugenia Bonetti

presidente di Slaves no More

6-12 NOVEMBRE 2016

LE DIECI PROPOSTE ANTI-TRATTA DEI MAGISTRATI

Eco del summit che si è tenuto in Vaticano il 3 e 4 giugno

A PRAYER FOR FREEDOM

UTERI IN AFFITTO

Slaves no More aderisce all'appello contro la schiavitù dell'utero in affitto

Leggi il testo e firma qui

L'articolo di Repubblica e il nostro commento su Avvenire

ANCHE L'EUROPA DICE NO

RROGETTO RIMPATRI

Tornate in Nigeria

tredici donne e dieci bambini

Per conoscere l'avanzamento

del nostro progetto clicca qui

INCUBO PONTE GALERIA

VITTIME DI TRATTA RIMPATRIATE DAL CIE

clicca qui

RAPPORTO USA 2015

SUL TRAFFICO DI PERSONE

REPORTAGE

Human trafficking:

The lives bought and sold

BBC, 28 July Guarda qui

Profughi. Prove tecniche

di integrazione

Jesus, sett. 2015 Guarda qui

ANALISI

Popoli in movimento

Sono 232 milioni i migranti

nel mondo. La maggior parte fugge

da guerre e violenze, oltre che dall'estrema povertà e da politiche irresponsabili. Un esodo senza fine

PRIMO PIANO

Un mondo di schiavi

La tratta di persone prende nuove drammatiche forme e interpella sempre più anche la Chiesa. Grazie a Papa Francesco, ma anche a tante religiose che operano con le vittime

Scrivici: slavesnomore@libero.it