Basta violenze sulle donne

Il 2012 si è chiuso con notizie sconcertanti di gravi violenze sulle donne. E questo 2013 non ci ha risparmiato simili fatti di cronaca: oltre 120 “femminicidi” in Italia, ragazze giovanissime stuprate e uccise in India, una giovane donna pakistana, Asia Bibi, che rischia la pena di morte per blasfemia in Pakistan… Esiste tuttavia anche un fenomeno più sommerso, ma non meno drammatico che solo raramente si riflette sulle pagine dei giornali: quello della tratta degli esseri umani, specialmente di donne e minori immigrati per lo sfruttamento sessuale. Una vera e propria schiavitù contemporanea. E quante di loro sono state uccise, senza che se ne sapesse nulla, perché clandestine, e dunque “invisibili”, inesistenti? Sono almeno una decina tra le nigeriane, senza contare romene e latinoamericane.

Tutte queste drammatiche realtà mi interrogano, mi sconcertano, suscitano in me grande sofferenza e indignazione, ma anche il desiderio non smettere mai di lottare. È quello che faccio da tutta una vita. Prima con e per le donne africane, con le quali ho condiviso 24 anni di difficile ed esaltante missione in Kenya. E da vent’anni qui in Italia, soprattutto contro il traffico di persone e per la liberazione di tutte le donne e minori vittime della schiavitù della prostituzione coatta.

Le notizie che arrivano dall’India mi convincono una volta di più che questa battaglia non deve finire e che occorre anzi insistere sempre di più sulla necessità di mettere al centro la dignità e la libertà della persona. Dignità e libertà che non possono darsi per scontate e che rappresentano ancora oggi una conquista che va faticosamente perseguita.

Ma questa battaglia non riguarda solamente realtà lontane, povere o problematiche come quelle dell’India o dell’Africa, dove decine di migliaia di donne sono state stuprate in Kivu, Repubblica Democratica del Congo. Non penso solo a contesti di guerra, sottosviluppo e mancanza di diritti umani. I temi della violenza sulle donne sono di drammatica attualità in molte parti del mondo e anche nel nostro Paese. Per questo, all’inizio di questo 2013, che si apre con tante immagini drammatiche che ci arrivano in particolare dall’India, abbiamo deciso, insieme a un gruppo di persone già molto sensibili e impegnate su questi temi, di dare vita a una nuova associazione: Slaves no more onlus (Mai più schiave).

L’obiettivo è quello di combattere contro tutte le forme di violenza, abuso e discriminazione di cui sono vittime le donne. Grazie a questa nuova associazione - fondata a Roma lo scorso 29 dicembre e con sede a Nettuno presso la Casa di accoglienza Maria Maddalena - vorremmo poter agire in modo ancora più efficace per prevenire e contrastare le violenze sulle donne e lottare contro il fenomeno della tratta, lavorando in rete con altri gruppi, enti e associazioni sia in Italia che all’estero. Di qui, il nome dell’associazione in inglese. Proprio perché ci inseriamo, sin da subito, in una dimensione internazionale, in particolare per quanto riguarda il traffico di esseri umani, un fenomeno che tocca diversi Paesi di origine, transito e destinazione con cui vorremmo intensificare contatti e collaborazioni.

Grazie a questa nuova associazione, inoltre, vogliamo contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle situazioni problematiche di donne e minori in situazioni di vulnerabilità e difficoltà, vittime di violenze, abusi, tratta e riduzione in schiavitù. Ma anche su problematiche come quelle che sono emerse con drammatica evidenza in queste settimane in India e in altre parti del mondo. Nella convinzione che queste realtà non solo dovrebbero interessarci e interpellarci, ma dovrebbero anche riguardarci. Azione e sensibilizzazione, dunque. Per cambiare le cose, ma anche per cambiare le mentalità. Anche quella prepotentemente maschilista ancora così presente pure nel nostro Paese.

 

 

 

 

 

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Commenti: 4
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L'intervento

di Blessing Okoedion

alla Camera dei deputati

 

Tratta. Okoedion: «Ho superato il passato e trovato il coraggio per raccontare».

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RITORNO. E RICOMINCIO

Su Italia Caritas, il reportage sul progetto di rimpatri assistiti di donne nigeriane vittime di tratta di SnM

 

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L'8 FEBBRAIO A MILANO

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6-12 NOVEMBRE 2016

LE DIECI PROPOSTE ANTI-TRATTA DEI MAGISTRATI

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