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"Come cristiani, non possiamo essere chiusi in noi stessi,
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LIBRI

Giornata Mondiale contro la Tratta di persone (8 febbraio 2018) e Veglia di preghiera (3 febbraio 2018)
25 gennaio 2018




Genesi della giornata
Papa Francesco, sin dall’inizio del suo Pontificato, ha più volte denunciato con forza il traffico di esseri umani, definendolo «un crimine contro l’umanità» spronando tutti a combatterlo e a prendersi cura delle vittime. Non ha mai cessato di puntare il dito, non solo contro i trafficanti di schiavi, ma anche di coloro che usano e abusano del corpo della donna, come pure contro la globalizzazione della indifferenza, anche all’interno della Chiesa, e particolarmente contro un mondo maschile e maschilista che non vuole mettersi in questione e assumersi le proprie responsabilità.

In più occasioni suor Eugenia Bonetti, allora coordinatrice dell’Ufficio “Tratta donne e minori” dell’Usmi, avrebbe voluto chiedere al Santo Padre di indire una Giornata internazionale/ecclesiale contro il traffico di esseri umani. Desiderio questo condiviso da altre consorelle, che accoglievano migliaia di donne nelle loro case famiglia per un recupero della loro dignità e libertà, nella speranza di spezzare gli anelli della pesante catena creata dal nostro egoismo ed interesse. Impellente era, dunque, il desiderio di poter incontrare personalmente Papa Francesco e condividere con lui difficoltà e aspettative.

Il 20 settembre 2013, Sr. Eugenia ed altre 4 religiose, di congregazioni e nazionalità diverse, incontrarono il Papa (leggi la relazione dell'incontro) e chiesero aiuto al Pontefice affinchè la società, la Chiesa, le parrocchie, le scuole, nonché le congregazioni maschili e femminili si aprissero maggiormente nei confronti dell’accoglienza, dell’informazione e formazione dei giovani al rispetto e alla dignità. Le religiose, in questa sede, chiesero inoltre di iniziare a celebrare ogni anno, in tutta la chiesa universale, la Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani, la nuova forma di schiavitù del nostro secolo, nella festa di Santa Giuseppina Bakhita, patrona di tutti gli schiavi di ieri e di oggi.

  

Questa richiesta è diventata realtà per la prima volta l’8 febbraio del 2015 e grazie a questa iniziativa molte diocesi, parrocchie e congregazioni d’Italia si sono unite per vivere in modo particolare questa giornata, utile per proporre iniziative di formazione, informazione e preghiera per spezzare una volta e per sempre gli anelli di tale schiavitù moderna che ha al suo attivo migliaia di vittime anche nel nostro Paese così detto cattolico.

Così Papa Francesco aveva parlato all’Angelus l’8 febbraio 2015, per presentare questa importante e sentita giornata che giunge ora al quarto anno: «Oggi..., memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita..., le Unioni delle Superiore e dei Superiori Generali degli Istituti religiosi hanno promosso la Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone. Incoraggio quanti sono impegnati ad aiutare uomini, donne e bambini schiavizzati, sfruttati, abusati come strumenti di lavoro o di piacere e spesso torturati e mutilati. Auspico che quanti hanno responsabilità di governo si adoperino con decisione a rimuovere le cause di questa vergognosa piaga... Ognuno di noi si senta impegnato... Preghiamo...».