• LOGIN
     

    Autenticazione

    • Utente
    • Password
     

"Come cristiani, non possiamo essere chiusi in noi stessi,
ma sempre aperti agli altri, per gli altri" (Papa Francesco)

Ultime Notizie

I Video di Slaves no More: testimonianze, eventi, la storia dell'Associazione




LIBRI

Case chiuse. Sulla prostituzione il cortocircuito della cultura femminista
20 gennaio 2018

(Articolo di Antonella Mariani su "Avvenire")

Stupro pagato o lavoro? Il dubbio che divide le donne. Un libro ripropone con forza la questione dell’abuso che si cela in ogni mercificazione del corpo


«Voglio vedere molte altre donne strappare la verità dalle loro viscere su ciò che la prostituzione gli ha fatto e su ciò che continuerà a causare alle altre donne e ragazze, finché il mondo non prenderà coscienza della pura e semplice immoralità di tutto questo». Rachel Moran oggi ha 42 anni. Ne aveva appena 15 quando, dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dal disagio mentale dei genitori, iniziò a vendersi per strada nella sua città, Dublino. L’esperienza devastante della prostituzione è durata 7 anni, fino al 1998, poi Rachel riuscì a venirne fuori, si rimise a studiare, e ora è giornalista e dal 2011 attivista femminista anti prostituzione.

La sua vicenda è raccontata in un libro crudissimo, di forte denuncia, che non risparmia nulla al lettore. Fin dal titolo: 'Stupro a pagamento: la verità sulla prostituzione' (Round Robin, pagg. 384, euro 16). Pagina dopo pagina Rachel descrive le umiliazioni subite dai clienti, la lenta devastazione della sua personalità, il sentirsi uccidere interiormente a ogni rapporto, ed espone la sua teoria sulla prostituzione: non si può tollerare la compravendita del corpo femminile, perché alla base dello scambio sesso-denaro c’è una relazione diseguale. La prostituzione è sempre «abuso sessuale pagato», così come è insita in essa la distruzione della personalità della donna, disumanizzata e ridotta a cosa. E questo riguarda tutte coloro che vendono il proprio corpo, anche chi si trova, per così dire, negli scalini più alti della scala gerarchica e anche chi è convinta di esercitare una 'professione' per libera scelta: la 'squillo', la 'escort', la 'prostituta d’alto bordo'... sono vittime di una «mistificazione che fa comodo agli uomini che pagano per fare sesso», scrive Moran. L’umiliazione subita ogni giorno è uguale per tutte e in tutti i segmenti di mercato.