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LIBRI

La lettera del vescovo Apicella dopo il violento omicidio di Willy Monteiro Duarte
09 settembre 2020

Nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre è avvenuto nella nostra diocesi, a Colleferro, l’ennesimo atto di feroce e assurda violenza, cui non possiamo rassegnarci, nonostante la frequenza con cui la cronaca li riporta anche perchè questa volta ci riguarda molto da vicino. Un ventunenne di Paliano, Willy Monteiro è stato ucciso a calci e pugni da quattro coetanei, nostri condiocesani, durante una rissa di cui non conosciamo i motivi e a cui era molto probabilmente estraneo.

Una giovane vita, spezzata così brutalmente sotto i nostri occhi, grida alla nostra coscienza e non possiamo gettarla con indifferenza alle nostre spalleQuanto è accaduto è un segno che ci interroga e deve aiutarci ad aprire gli occhi su una realtà inquietante e scomoda, di cui tutti siamo, ciascuno per la sua parte, corresponsabili.

 



 


Da dove provengono i virus della prepotenza, della violenza, della vigliaccheria, del disprezzo della vita, della stupidità che generano queste tragedie e gettano nella disperazione intere famiglie e comunità. E nemmeno vale invocare la mancanza di premeditazione, che, casomai, diventa un’aggravante, in quanto individua persone che non sono nemmeno in grado di valutare gli effetti immediati di quanto stanno compiendo.

Dobbiamo chiederci se stiamo facendo tutto il possibile per trovare gli antidoti, anche se non possiamo produrre vaccini sicuri che possano metterci al riparo da questi fenomeni angoscianti che sono soltanto l’emergere evidente di un malessere endemico, molto più diffuso di quanto possiamo pensare. Siamo quotidianamente seduti su una polveriera, che può esplodere improvvisamente e di cui non abbiamo consapevolezza.

La famiglia, la Chiesa, la scuola, le istituzioni, i mezzi di comunicazione, siamo tutti chiamati in causa e tutti dobbiamo sentirci partecipi di quella fondamentale e indispensabile opera di civiltà che si chiama educazione e che va rivolta a tutti, anche agli adulti.

Willy riposa tra le braccia amorevoli del Padre, ma noi ci sentiamo come Adamo, il nostro padre terreno che quando seppe che Caino aveva ucciso Abele. Il Signore abbia pietà di noi.

Mons. Vincenzo Apicella, Vescovo di Velletri-Segni