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LIBRI

Il network di Slaves no More
04 agosto 2020

Lavorare in Rete: condividere prassi, esperienze, percorsi, vita insieme e cercare di costruire un network di relazioni che valichi i confini, che unisca due territori così distanti, ma altrettanto vicini come l'Italia e la Nigeria, è il punto fondamentale del nostro costante ed incessante lavoro.

Dal 2000 molto è stato fatto per contribuire al dialogo sul traffico e sfruttamento di esseri umani proveniente dalla Nigeria, con destinazione in Italia e più in generale in Europa. Lavoro che ha portato a risultati molto positivi e che negli anni ha visto nascere e consolidarsi cooperazioni e collaborazioni importanti.

Ad oggi Slaves no More dialoga e collabora con quattro case di accoglienza in Nigeria che si trovano a Benin City, Lagos, Delta State, Ijebu Ode. Due sono specifiche per il reinserimento socio lavorativo di donne e ragazze che tornano in Nigeria dopo l'esperienza della tratta e dello sfruttamento e due si occupano di accogliere e formare bambine e ragazze vulnerabili al fine di non farle cadere nelle mani degli sfruttatori.

Vorremmo in questo periodo raccontarvi nello specifico l'importantissimo lavoro che queste case fanno, non solo per le donne e ragazze, ma per tutta la società di riferimento.

La seconda collaborazione di cui vorremmo parlarvi è "Women Empowerment Program" in Idomila, Ijebu Ode delle Suore Passioniste di San Paolo della Croce, un centro per sostenere le giovani e le bambine più a rischio di tratta di esseri umani
 
Questo programma è organizzato e gestito dalle Suore Passioniste di San Paolo della Croce. Si tratta di un programma di aiuto per bambine e giovani nigeriane delle comunità circostanti che sono a forte rischio di abbandono e di conseguente traffico di esseri umani a fini di sfruttamento. Le stesse Suore gestiscono di pari passo, anche, un orfanotrofio per bambine.

I corsi sono professionalizzanti e alla fine le ragazze ottengono un diploma. Nel centro ci sono ambienti dedicati ai laboratori di panetteria e pasticceria, sono presenti le attrezzature e i macchinari che servono per la lavorazione e la cottura. Durante questi corsi le ragazze hanno l’opportunità di essere protette, ascoltate e possono capire meglio il fenomeno della tratta di esseri umani e dello sfruttamento nei paesi di transito e di arrivo. I corsi sono una volta alla settimana e la scuola provvede anche i grembiuli e cuffia che usano per lavorare. Il metodo usato è comprare ogni settimana tutto l’occorrente per quello che devono imparare. Purtroppo il mercatino giornaliero non lascia le ricevute, solo alcune negozi lo fanno, dunque diamo quello che abbiamo perché è impossibile avere ricevute per tutto ciò che si compra.

 

Le ragazze vengono chiamate a partecipare ai corsi di panetteria e pasticceria. Questo è molto utile in quanto una volta imparata una professione le stesse ragazze possono impiegare quello che hanno imparato nella loro comunità di riferimento e avviare un’attività utile, indispensabile alla vita di tutti. Questo programma, quindi, serve a tenerle impegnate, ad insegnare loro una professione e a preparale ad essere donne capaci di portare avanti una famiglia ed un’attività senza dipendere da qualcuno.
Le suore hanno pensato a questo programma di aiuto, come accennato prima, come contributo per contribuire a contrastare i principali motivi che spingono le famiglie e le giovani a viaggi pericolosi in cerca dei pascoli verdi e anche per evitare che queste giovani donne vulnerabili cadano in mano ai trafficanti.

La casa famiglia è sempre molto frequentata e le suore chiedono alle ragazze più grandi che frequentano i corsi di aiutarle con le bambine. Questo è un modo per proteggere le ragazze più fragili. 
Questo è perché non possono comprare a casa i materiali per fare la pratica. Nella casa famiglia si mangiano i prodotti che le ragazze preparano nei laboratori.

Oltre ai corsi le religiose predispongono anche dei finanziamenti per aiutare le ragazze ad iniziare una professione, nelle loro comunità di provenienza, nei loro paesi, vista la difficoltà che le giovani hanno una volta preso il diploma. Questo dà alle ragazze la possibilità di acquistare materiali e macchinari per cominciare la produzione.