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LIBRI

Slaves no More ha partecipato al Workshop "Assisting Victims of Human Trafficking: Best Practices in Legal Aid, Compensation and Resettlement"
14 novembre 2017


Da sabato 4 a lunedì 6 novembre 2017 Slaves no More è stata chiamata a partecipare al workshop "Assisting Victims of Human Trafficking: Best Practices in Legal Aid, Compensation and Resettlement", organizzato presso la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (Casina Pio IV), nella Città del Vaticano.

Una varietà incredibile di associazioni, laiche e religiose, volontaristiche e non, espressioni nazionali ed europee, onlus di frontiera che operano sia nei paesi di provenienza che di destinazione. Una realtà plurale e differente che riunita ha trovato cause comuni, medesime difficoltà e possibili risposte per il problema della tratta di esseri umani a fine sessuale, lavorativo e di commercio degli organi.

Si è parlato delle situazioni dei migranti nei singoli stati, di come le persone vengano trafficate e di quale sia la portata del fenomeno. Le stime ci mostrano come la situazione della tratta si aggravi di anno in anno e come i trafficanti riescano a lucrare su questo crimine, senza riuscire a trovare un duro contrasto da parte degli stati.

Abbiamo sentito come la crudeltà dei trafficanti sia illimitata ma anche di come le vittime, grazie all’aiuto ricevuto sono in grado di andare avanti e ricominciare una nuova vita, sia nei paesi di arrivo che a volte in quelli di origine.

Abbiamo anche compreso l’importanza della terminologia che dovrebbe essere uniformata e acquisita per cercare di migliorare non solo l’aspetto legislativo ma anche il percorso che le vittime di tratta fanno.

Scambiando le pratiche e presentando le differenti realtà e progettualità ci si è resi conto di due aspetti predominanti:

- L’importanza di dare alle vittime delle compensazioni per cercare di aiutare il loro percorso di inserimento nella società e successivamente di trovare delle occasioni di lavoro per le vittime stesse, affinchè possano non ricadere nella rete dei trafficanti.

- L’esigenza di passare ad un modello legislativo che riprenda il modello nordico. Criminalizzare il cliente e i trafficanti, non la vittima. Proprio su questo punto Mons. Sorondo ha specificato e ha detto a gran voce che chi deve essere colpevolizzato non sono le vittime ma i clienti e i criminali, i primi perché se si colpisce la domanda anche l’offerta cala, i secondi in quanto sono causa della tratta di esseri umani che deve essere considerato un crimine contro l’umanità.


Per approfondire, leggi i documenti relativi al Workshop nella sezione Documenti del nostro sito e l'intervista a mons. Marcelo Sánchez Sorondo.