25 Novembre 2016

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

 

Riflessione di Suor Eugenia Bonetti MC

 

Oggi in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne,

voluta e promossa dall'Assemblea Generale della Nazioni  nel 1999 che aveva scelto Il 25 novembre come Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Purtroppo nonostante da 17 anni ogni anno si celebra e si riflette su questa triste realtà, la violenza sulle donne nelle sue diverse forme è ancora in costante aumento. Cambiano le modalità e le aggressioni fisiche e psicologiche che si consumano principalmente tra le pareti domestiche e sovente alle presenza dei figli che si portano dentro delle ferite che difficilmente si potranno guarire.

Purtroppo la cultura del domino e del possesso non tende a diminuire e trova invece manifestazioni sempre più sofisticate e diaboliche per colpire persone che dicevano di amare, ma che purtroppo non hanno mai amato ma solo cercato di possedere e usare per semplici interessi personali. Quanta violenza in queste aggressioni e quanta altrettanto immaturità psicologica ed emotiva.

Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, mentre dall’inizio di gennaio del 2016 le vittime sono state 116. Quante donne, ragazze, madri, figlie, amiche, e sorelle dovranno ancora morire, oppure essere vittime di stalking, di aggressione, di minacce, di ossessione fisiche e psicologiche?

Questa giornata vuole quindi lanciare ancora una volta un forte grido anche a nome di chi non ha più voce ma che vuole ricordare a istituzioni di governo e di chiesa, di famiglia e scuola, nonché ai mezzi di comunicazione di promuovere i valori e la cultura del rispetto e della vita e non del profitto o del piacere ad ogni costo. Ciascuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità per costruire una società civile dove ogni persona deve avere il suo posto e il suo ruolo, nella vita personale, di famiglia e nella società.

La mia riflessione oggi si sofferma pure sulla triste realtà di migliaia di giovani donne straniere, immigrate e portate nei nostri Paesi, per lo sfruttamento del loro corpo per l’industria di sesso a pagamento. Sono parecchie migliaia le giovani donne, particolarmente provenienti dalla Nigeria o da vari Paesi dell’Est Europa vittime di un’altra terribile violenza subita in maggioranza sulle nostre strade. Quante storie di sofferenza, di umiliazione, di disprezzo, di solitudine, di violenza e di morte ho conosciuto e incontrato durante il mio servizio missionario in Italia. E quante uccisioni o donne sparite nel nulla, di cui nessuno ne parla perché tanto loro non contano, non esistono, non fanno scalpore sui media perché loro non hanno voce.

Siamo coscienti che oggigiorno circa 100 mila giovai donne prevalentemente provenienti dall’Africa e dai Paesi dell’Est Europa vivono, soffrono ed anche muoiono sulle strade di un paese civile e in maggioranza di religione Cristiana?

Di fronte a questa nuova piaga di sfruttamento e violenza che sta distruggendo la vita e i sogni di tante giovani immigrate, viene spontanea una domanda e una conseguente riflessione: Ma chi sono gli sfruttatori? Purtroppo non sono solo gli schiavisti e i trafficanti con i loro ingenti guadagni, ma sono anche coloro che fomentano e sostengono con la loro richiesta il mercato dei nuovi schiavi del 2000.

Lo scorso anno, in occasione della medesima giornata contro la violenza sulle donne, Papa Francesco in partenza per un viaggio in Africa, prima di lasciare Casa Santa Marta per recarsi in aeroporto ha voluto incontrare le ospiti e il personale di una comunità di accoglienza. Queste donne con i loro bambini avevano subito violenza domestica o sfruttamento sessuale per cui il Papa voleva esprimere la sua vicinanza, compassione e attenzione a giovani donne ferite, umiliate e vergognate, ma anche aiutate a recuperare la loro vita e un futuro più sereno per loro e i loro figli.

 

 

 

 

8 Febbraio 2016

Seconda Giornata mondiale ecclesiale contro la tratta di persone

 

“Il Giubileo della Misericordia per la liberazione degli schiavi di oggi”


Grande mobilitazione a Roma e in tutta Italia

 

 

Papa Francesco, sin dall’inizio del suo Pontificato, ha più volte denunciato con forza e coraggio il traffico di esseri umani, definendolo un «crimine contro l’umanità» e ha spronato tutti a 

combatterlo e a prendersi cura delle vittime. 

Per questo noi, istituzioni di Chiesa e organizzazioni della società civile - che operano per il 

contrasto della tratta e il recupero delle vittime - facciamo nostro l’appello di Papa Francesco, 

celebrando la seconda Giornata mondiale ecclesiale contro la tratta di esseri umani nell’Anno santo della Misericordia per la liberazioni di tutti gli schiavi del nostro tempo.

 

 

Il fenomeno della tratta in Italia e nel mondo

 

 

La tratta di esseri umani è una delle peggiori schiavitù del XXI secolo. E riguarda il mondo 

intero. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e l’Ufficio delle Nazioni Unite 

contro la droga e il crimine (Unodc) circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, 

sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, 

accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimonio forzato, adozione illegale, maternità 

surrogata e altre forme di sfruttamento. Ogni anno, circa 2,5 milioni di persone sono vittime 

di traffico di esseri umani e riduzione in schiavitù; il 70 per cento sono donne e minori. Spesso 

subiscono abusi e violenze inaudite

 

D’altro canto, per trafficanti e sfruttatori la tratta di esseri umani è una delle attività illegali più 

lucrative al mondo: rende complessivamente oltre 32 miliardi di dollari l’anno ed è il terzo 

“business” più redditizio, dopo il traffico di droga e di armi. 

In Italia  ci sarebbero dalle 50 alle 70 mila donne vittime di tratta per lo sfruttamento 

sessuale, la maggior parte straniere, oltre la metà nigeriane e moltissime minorenni. Ci sono 

pure circa 400 mila lavoratori (di cui l’80 per cento immigrati) che rischiano di essere vittime 

del caporalato e di ritrovarsi sfruttati e ridotti in condizioni servili.

 

La Caritas e le congregazioni religiose femminili sono state tra le prime, in Italia, a leggere 

il fenomeno e a offrire soluzioni alternative ai nuovi schiavi, specialmente alle donne vittime 

di sfruttamento sessuale. Solo nelle case famiglia gestite dalle religiose in tutta Italia sono state 

accolte e offerte opportunità di libertà, dignità e legalità a oltre 6.000 donne in gran parte 

straniere. 

 

Purtroppo, dopo tanti anni di contrasto e di interventi a favore delle vittime, non si nota una 

diminuzione del fenomeno, bensì ci troviamo di fronte a un costante aumento e mutamento 

delle forme delle tratta e delle modalità dello sfruttamento. C’è quindi un grande bisogno di 

intensificare gli interventi sia di prevenzione e sia di contrasto, nonché rilanciare i programmi 

di reintegrazione sociale e i rimpatri assistiti di coloro che desiderano ritornare a casa in dignità. 

 

 

Obiettivi della Giornata

 

Voluta fortemente da Papa Francesco e lanciata per la prima volta nel 2015, questa Giornata 

ha innanzitutto l’obiettivo di creare maggiore consapevolezza del fenomeno e riflettere sulla 

situazione globale di violenza e ingiustizia che colpisce ancora tante persone, che non hanno 

voce, non contano, non sono nessuno: sono semplicemente schiavi. Al contempo si vuole provarea dare risposte a questa moderna forma di tratta di esseri umani, attraverso azioni concrete e 

innovative. 

Per questo è fondamentale, da un lato, ribadire la necessità di garantire diritti, libertà e dignità alle persone trafficate e ridotte in schiavitù e, dall’altro, denunciare sia le organizzazioni criminalisia coloro che usano e abusano della povertà e della vulnerabilità di queste persone per farne 

oggetti di piacere o fonti di guadagno. Inoltre, la Giornata mondiale contro la tratta del 2016 si 

inserisce significativamente anche all’interno dell’anno del Giubileo della Misericordia e sarà 

dunque da stimolo per tutti i cristiani e le persone di buona volontà a leggere i “segni dei tempi” 

e a ripensare in termini profetici il presente e il futuro delle nostre società.

 

Promotori della Giornata contro la tratta a Roma  

 

Commissione Episcopale  Migrantes della CEI; Fondazione Migrantes; Uffici Migrantes Regione Lazio;  Caritas Italiana; Associazione Papa Giovanni XXIII; Parrocchia San Frumenzio e unità di strada; Associazione Slaves no More; Settore pastorale USMI Nazionale; Ufficio operativo: Rete religiose Case Famiglia e CIE; CISM – Area Solidarietà

 

Programma Roma: 6 - 7 – 8 febbraio 2016 

 

Sabato 6 febbraio ore 20.00 – 22.00

Veglia di Preghiera nella basilica del Sacro Cuore di Gesù

via Marsala, 42 – Roma - a fianco della stazione Termini

La celebrazione sarà presieduta da mons. Guerino di Tora, Presidente della Commissione 

Migrantes della CEI. Sarà vissuta con preghiere, canti, riflessioni e testimonianze. Si concluderà 

con un breve pellegrinaggio alla Porta Santa della Casa della Carità di via Marsala, dove verrà 

espresso il bisogno di purificazione e misericordia e un rinnovato impegno per la liberazione deglischiavi di oggi.

 

 

Domenica 7 febbraio ore 10.45 

 

Celebrazione dell’Eucaristia nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia

Santuario della Divina Misericordia 

via dei Penitenzieri, 12, Roma 

Presiede mons. Paolo Lojudice Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma.

Ore 12.00 

Preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro e benedizione del Papa

 

Lunedì 8 febbraio 2016

 

Nella festa liturgica di Santa Bakhita, celebrazioni Eucaristiche in tutte le comunità religiose 

maschili e femminili. Negli istituti per anziani e malati, come pure nelle scuole ci saranno mo-menti di preghiera, riflessione e condivisione, valorizzando anche testimonianze di persone che 

operano nei centri di accoglienza, ascolto, case famiglia...

 

«La tratta delle persone è un crimine contro l’umanità. Dobbiamo unire le forze per liberare 

le vittime e per fermare questo crimine sempre più aggressivo, che minaccia, oltre alle singole 

persone, i valori fondanti della società e anche la sicurezza e la giustizia internazionali, oltre 

che l’economia, il tessuto familiare e lo stesso vivere sociale».                         Papa Francesco

 

 

CON PAPA FRANCESCO, UNA LUCE CONTRO IL TRAFFICO DI ESSERI UMANI 

PRIMA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA TRATTA 8 FEBBRAIO 2015

 

Anche Papa Francesco, qui insieme a suor Eugenia Bonetti, ha acceso una luce contro la tratta e tutte le moderne forme di schiavitù.

 

Guarda il video della veglia dell'8 febbraio 2015 

Anche SLAVES NO MORE ha aderito alla GIORNATA INTERNAZIONALE DI PREGHIERA

E RIFLESSIONE CONTRO LA TRATTA DI PERSONE - 8 FEBBRAIO 2015 

 

Papa Francesco, sin dall’inizio del suo Pontificato, ha più volte denunciato con forza il traffico di esseri umani, definendolo «un crimine contro l’umanità» e spronando tutti a combatterlo e a prendersi cura delle vittime. Facendo proprio l’appello del Santo Padre, le Unioni internazionali femminili e maschili dei Superiori/e Generali (UISG/USG), con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica hanno promosso una GIORNATA INTERNAZIONALE DI PREGHIERA E RIFLESSIONE CONTRO LA TRATTA DI PERSONE, celebrata in tutte le diocesi e le parrocchie del mondo, nei gruppi e nelle scuole, lo scorso 8 FEBBRAIO 2015Festa di Santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese, liberata e divenuta religiosa canossiana,canonizzata nel Duemila.

 

 

SUOR EUGENIA AL COMECE 

Suor Eugenia Bonetti è intervenuta all'incontro della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità Europea sul tema: 

FIGHTING AGAINST TRAFFICKING IN HUMAN BEINGS:

A JOINT EFFORT | Brussels, 26 November 2014

Per leggere il suo intervento su:

Women Helping Women in Counter-Trafficking in Persons, clicca qui

Per ascoltarlo, clicca qui

 

SLAVES NO MORE onlus

Casa di accoglienza Maria Maddalena

Via Falzarego, 20 – 00048 Nettuno (Roma)

Tel./Fax: +39 06.9807871

mail: slavesnomore@libero.it

 

Codice Fiscale / Partita Iva: 97734010586

Banca Popolare Etica - Filiale di Roma

Coord.  IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0156877 

RITORNO. E RICOMINCIO

Su Italia Caritas, il reportage sul nostro progetto di rimpatri assistiti di donne nigeriane vittime di tratta

25 NOVEMBRE 2016

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA

SULLE DONNE

 

Leggi qui la riflessione

di suor Eugenia Bonetti

presidente di Slaves no More

6-12 NOVEMBRE 2016

18 OTTOBRE 2016

GIORNATA EUROPEA CONTRO LA TRATTA

Tutte le iniziative in Italia

MERCANTI DI SCHIAVI

Suor Eugenia consegna 

il libro "Mercanti di Schiavi" 

a Papa Francesco

Numeri, luoghi e persone della tratta e delle nuove schiavitù del XXI secolo

LE DIECI PROPOSTE ANTI-TRATTA DEI MAGISTRATI

Eco del summit che si è tenuto in Vaticano il 3 e 4 giugno

A PRAYER FOR FREEDOM

UTERI IN AFFITTO

Slaves no More aderisce all'appello contro la schiavitù dell'utero in affitto

Leggi il testo e firma qui

L'articolo di Repubblica e il nostro commento su Avvenire

ANCHE L'EUROPA DICE NO

RROGETTO RIMPATRI

Tornate in Nigeria

tredici donne e dieci bambini

Per conoscere l'avanzamento

del nostro progetto clicca qui

INCUBO PONTE GALERIA

VITTIME DI TRATTA RIMPATRIATE DAL CIE

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RAPPORTO USA 2015

SUL TRAFFICO DI PERSONE

REPORTAGE

Human trafficking:

The lives bought and sold

BBC, 28 July Guarda qui

Profughi. Prove tecniche

di integrazione

Jesus, sett. 2015 Guarda qui

ANALISI

Popoli in movimento

Sono 232 milioni i migranti

nel mondo. La maggior parte fugge

da guerre e violenze, oltre che dall'estrema povertà e da politiche irresponsabili. Un esodo senza fine

PRIMO PIANO

Un mondo di schiavi

La tratta di persone prende nuove drammatiche forme e interpella sempre più anche la Chiesa. Grazie a Papa Francesco, ma anche a tante religiose che operano con le vittime

Scrivici: slavesnomore@libero.it